Freud

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“La prossima volta” di Smiley Blanton

Una favolosa frase di Blanton:”Per essere Felici, dimenticate la parola “se solo” e sostituitela con “la prossima volta”.

Viviamo circondati da persone che dicono, “se solo potessi andrei via da questo posto, se solo potessi cambierei le cose, se solo potessi mi trasferirei ai tropici,” e continuiamo all’infinito dicendo che ora siamo troppo giovani per capire infondo la vita,  mentre un giorno saremo troppo vecchi per goderne come avremmo voluto,ma   la vita prosegue il suo cammino a prescindere,  ed allora è bene iniziare  fin da subito a programmarci a finalizzarci su quello che vogliamo che  puo’ portare degli enormi cambiamenti. Si potrebbe quindi inziare dicendo,” ok ,a questo “giro” non sono andato in vacanza perchè non avevo abbastanza denaro, quindi l’intenzione positiva che possiamo dire è:

la prossima volta ci vado!!!  Vedrete che invece di creare continuamente dei “se solo”  inizieremo nella nostra vita ad avere quello che ci promettiamo.

Sigmund Freud

Sigmund Freud

Miei cari amici, vi chiedo l’accortezza di focalizzare la vostra attenzione su questi due Signori, Freud, e Smiley Blanton. Le loro interpretazioni, potrebbero sembrarvi  diverse, in realtà sono uguali: Freud ha il significato della saggezza sul suo volto, la tranquillità di chi potuto accedere a risposte che forse nemmeno immaginava, mentre Blanton ha il significato di chi ha potuto apprendere dal Maestro il senso del sapere, quindi il senso della Felicità, la stessa che stiamo percorrendo insieme.

Smiley Blanton

Chi è Smiley Blaton? In breve, si tratta di uno psichiatra americano e psicoanalista nato nel 1882 a Unionville, Tennessee, ovvero uno che ha potuto descrivere le osservazioni di Freud e che ha studiato medicina alla Cornell University, ricevendo una laurea in neurologia e medicina psicologica al Royal College di Londra nel 1923. Ha insegnato presso l’Università di Minneapolis

e nel 1927 crea una scuola materna a New York City, con l’intenzione di praticare psicoanalisi.

Il primo periodo di analisi con Freud inizia nel 1929, lo conosce a Berchtesgaden, dove Freud è in vacanza e subito Blanton ne fa una descrizione singolare, ovvero, dice di essere colpito da questo piccolo uomo brizzolato apparso all’improvviso, quasi dal nulla, che si è fermato a salutare, una figura a lui familiare, il ricordo vago di alcune fotografie, fino a riconoscerne la sagome di Freud, sigaro in mano ed espressione timida.


Noi cari amici, dobbiamo parlare, parlare di tutto, in primis di argomenti felici, che ci fanno stare bene, possiamo parlare di tutto, perchè parlandone diamo vita ai nostri sogni. Perchè Freud dava tanta importanza all’interpretazione dei sogni? Perchè i sogni, i nostri sogni, sono le nostre realtà, sono le cose che piu’ vogliamo e desideriamo e allora perchè non cercare di prendere davvero ciò che ci fa stare bene e ci rende felici? Adesso, subito, ora…

Con Stima ed Affetto

Serafino Vallorani

Sincerità

Nessun viso è brutto se i suoi tratti esprimono la capacità di una vera passione e l’incapacità di una menzogna.


Arthur Schnitzler (Vienna, 15 maggio 1862 – Vienna, 21 ottobre 1931)arthur_schnitzler
è stato uno scrittore, drammaturgo e medico austriaco.

È conosciuto soprattutto per aver messo a punto un artificio narrativo conosciuto come monologo interiore al quale fece spesso ricorso nelle sue opere per descrivere lo svolgersi dei pensieri dei suoi personaggi.

La grande notorietà e il successo che lo accompagnarono in vita provocarono un interesse per lui e la sua opera da parte del padre della psicoanalisi, Sigmund Freud, il quale lo considerava un po’ una specie di suo “doppio”. Questo fatto gli provocava un misto di attrazione e timore.

Di fatto, l’opera di Freud sembra aver influenzato notevolmente la produzione di Schnitzler e all’inizio della carriera medica dello scrittore vi fu anche una sorta di contiguità di interessi scientifici come ad esempio per gli studi sull’ipnosi. I due si frequentarono poco ma rimangono varie lettere che si scambiarono. In una di queste Freud si chiede come Schnitzler avesse potuto conseguire conoscenze che a lui stesso erano costate anni di studi e sacrificio “sul campo” (Freud a S. 8 maggio 1906).

(fonte wikipedia)