Henry Ford

now browsing by tag

 
 

Io ho sempre ragione

“Che tu creda di farcela o di non farcela avrai comunque ragione”
Henry Ford


henry_ford

Henry Ford (Dearborn, 30 luglio 1863 – Detroit, 7 aprile 1947) è stato un imprenditore statunitense.

Fu uno dei fondatori della Ford Motor Company, società produttrice di automobili, ancora oggi una delle maggiori società del settore negli USA e nel mondo.

Biografia (fonte wikipedia)

Figlio di agricoltori di origine irlandese, nel 1888 si trasferì a Detroit dove venne assunto dalla società d’elettricità di Thomas Alva Edison, l’inventore della lampadina. Durante il tempo libero si dedicò alla costruzione di un’automobile con il motore a combustione interna inventato da Carl Benz e Gottlieb Daimler pochi anni prima. Nel 1899 lasciò l’impiego ed entrò come ingegnere capo nella Detroit Automobile Company. Dopo tre anni decise di lasciarla e fondare la Ford Motor Company. Era stato l’ormai vecchio, nei confronti del quale aveva molta ammirazione, a consigliarlo in tal senso. Henry Ford, con lo scopo di contenere i prezzi dei beni prodotti attraverso la riduzione dei tempi di lavorazione, introdusse il sistema di lavoro della catena di montaggio. Resta famosa la Ford T, auto semplice (era disponibile solo di colore nero) ed economica, la prima ad essere prodotta su grande scala. Era il 1908 quando la prima Ford T vide la luce, la mitica Lizzie, così la chiamarono gli americani. Venne prodotta fino al 1927 e ne furono costruite 15 milioni di esemplari.

Suo è il detto «Quello che non c’è non si rompe» (sempre in riferimento, pare, alla semplicità con cui era fabbricata la Ford T).

Dal 1967 il suo nome è inserito nell’Automotive Hall of Fame che raggruppa le maggiori personalità distintesi in campo automobilistico, premio assegnato da una associazione la cui sede attuale è nella sua città di nascita.

Pare che Henry Ford fosse un estimatore della casa automobilistica italiana Alfa Romeo. Sua è infatti la famosa frase «Ogni volta che vedo passare un’Alfa Romeo, mi tolgo il cappello».

In occasione del suo 75° compleanno, nel 1938, Hitler lo insignì della Gran Croce del Supremo Ordine dell’Aquila Tedesca, che è la più alta onorificenza del regime nazista che si poteva conferire ad uno straniero, per l’impegno della sua filiale Ford in Germania, nel rifornire l’esercito nazista di mezzi blindati.

Nel 1938 Ford lasciò la direzione dell’impresa nelle mani del figlio Edsel, che già dal 1922 dirigeva la Lincoln, marchio di lusso del gruppo Ford. Tuttavia, l’anziano patriarca manteneva comunque il controllo delle attività, seppure da dietro le quinte: aveva infatti passato il comando all’ex capo della sicurezza Harry Bennett, rendendo perciò la carica di Edsel meramente di facciata. Quando il figlio morì di tumore il 26 maggio 1943, il giorno prima del funerale Henry Ford (già ottantenne e plurinfartuato) rese note le sue volontà: Bennett avrebbe continuato a gestire l’attività per suo conto finché i suoi nipoti non avessero compiuto 32 anni. La moglie Clara e la nuora Eleanor lo convinsero, però, a trasferire immediatamente i poteri direttivi al nipote ventiseienne Henry Ford II. Costui fu nominato presidente della Ford Motor Company il 21 settembre 1945 e, a partire dal 1946, avviò il processo di ristrutturazione dell’impresa propugnato dal padre Edsel già dal 1938 ma categoricamente rifiutato dal nonno Henry fin d’allora.